Simonetta Sommaruga, Consigliera federale

«Il processo della parità è lungi dall'essere completato perché la nostra presenza nelle posizioni dirigenziali anche in ambito aziendale è ancora insufficiente o quasi inesistente. La differenza salariale tra donne e uomini, purtroppo, nel nostro Paese esiste tuttora. Infatti, molto spesso le donne guadagnano meno degli uomini per lo svolgimento del medesimo lavoro. Questa situazione è insostenibile e deve essere cambiata. Sono del parere che la parità salariale deve essere considerata da tutti una conditio sine qua non. Noi donne dobbiamo insistere su questo caso specifico e richiedere sempre e comunque con forza e vigore una parità di trattamento salariale. L'Equal Pay Day contribuisce a portare avanti questo discorso e non mancherò di farlo se, nell'ambito del mio incarico, posso anch'io contribuire ad ottenere questo risultato.»

(Imagine: DFJP, Peter Mosiman)

Marina Carobbio, Consigliera nazionale

Non solo i bassi salari troviamo soprattutto donne le donne, ma a parità di qualifiche le donne per lo stesso lavoro guadagnano ancora il 18,4% in meno degli uomini.

Quest'anno il tema dell'equal pay day sono le evidenti disparità negli appalti pubblici, dove la parità salariale tra donne e uomini non è osservata. Infatti i l'articolo 8 della legge federale sugli acquisti pubblici prevede che la Confederazione aggiudichi le proprie commesse per la fornitura di prestazioni in Svizzera solo a imprese che garantiscono la parità tra uomo e donna in ambito salariale. Il committente può revocare l'aggiudicazione o escludere determinati offerenti dalla procedura allorquando non abbiano ottemperato agli impegni derivanti dall'articolo 8.   I controlli che sono stati effettuati finora sono pochi e i mezzi a disposizione ancora insufficienti, benché a partire da quest'anno essi verranno potenziati e sarà possibile effettuare più accertamenti. Di questo tema mi sono occupata direttamente a Consigliera nazionale già dal 2010 e non posso che constatare che c'è ancora molta strada da fare per raggiungere un'effettiva parità salariale anche nell'ambito degli appalti pubblici. 

Pepita Vera Conforti

Presidente della Commissione consultiva per le pari opportunità tra i sessi del Canton Ticino

7,7 miliardi di franchi: a tanto ammonta la differenza salariale tra uomini e donne nel settore privato!

Ci sono dunque 7,7 miliardi di ragioni per esigere strumenti più efficaci per raggiungere la parità salariale. Soldi che al momento mancano nelle tasche delle donne, al loro sviluppo e al loro futuro previdenziale. L'autonomia finanziaria è fondamentale per lo sviluppo delle potenzialità di ogni essere umano. Nonostante in questo secolo le donne abbiano mostrato con tenacia di avanzare nella formazione e nelle ambizioni professionali, le strutture organizzative e legislative sembrano invece riferirsi ancora al passato. L?Equal Pay Day è quindi un momento di riflessione ma anche di azione concreta sui differenti ambiti dell?agire di donne e uomini, di imprese e amministrazioni.

 

Nadia Ghisolfi

Deputata PPD al Gran Consiglio del Canton Ticino

La parità salariale tra uomo e donna è purtroppo un problema oggettivo e reale, che non dovrebbe più esistere in una società che consideriamo evoluta.

Non solo, ma nella mentalità di molti è ancora visto non come un problema oggettivo ma soggettivo, un problema ?delle donne?, che rivendicano chissà cosa e chissà su che base. Purtroppo ancora oggi troppi dirigenti, troppi uomini con responsabilità e a capo di grandi aziende non sono sensibili al tema della parità in generale, e nemmeno di quella salariale. Non sono sensibili, non ci credono e non vedono (o non vogliono vedere) il problema. E naturalmente, se un problema non si vede, è difficile che vengano messe in atto misure per risolverlo. Per questo giornate e campagne come quelle dell?equal pay day sono fondamentali, per sensibilizzare chi ancora non lo è su questa tematica. A livello ticinese il Consiglio di Stato ha dato un segnale positivo approvando una mozione che chiedeva di verificare la parità salariale all?interno dell?amministrazione cantonale attraverso lo strumento LOGIB. Non risolve la questione ma è pure sempre un passo giusto nella giusta direzione. Ed è grazie a questi piccoli passi, azioni, rivendicazioni che tutte e tutti insieme possiamo contribuire a raggiungere la parità non solo sulla carta ma di fatto!

Sylvie Durrer, Direttrice dell'Ufficio Federale per le pari opportunità

«Lottare contro la discriminazione salariale rappresenta una questione di equità sociale verso le persone discriminate, specialmente per le donne. Ma non solo: anche per le loro famiglie e, in modo particolare, per quelle monoparentali che spesso vivono in condizioni di precarietà o addirittura di povertà economica. 

Lottare contro la discriminazione salariale è anche una questione di giustizia nei confronti di quelle aziende che rispettano in pieno le disposizioni di legge e che sono chiamate a confrontarsi con una concorrenza sleale da parte di coloro che si arricchiscono sulle spalle delle lavoratrici pagando loro dei salari inferiori al dovuto. Purtroppo, si tratta di un problema sia a corto che a lungo termine anche perché ha un effetto nefasto sul nostro sistema previdenziale e, in certi casi, diventa necessario dover richiedere un sostegno tramite prestazioni complementari provenienti da denaro pubblico. 

Pertanto, nell'interesse comune esiste un'imperante necessità per finalmente dare una risposta corretta alla domanda sull'equità sociale.

Pelin Kandemir Bordoli

Capogruppo del Partito Socialista nel Gran Consiglio ticinese

La nostra Costituzione prevede chiaramente il diritto ad un salario uguale per un lavoro uguale, ma purtroppo come dimostra la realtà quotidiana le donne guadagnano  mediamente il 20% in meno rispetto agli uomini.

Una differenza non giustificata che mostra ancora una volta la necessita di continuare ad impegnarsi contro le discriminazioni e per far si che la parità tra uomini e donne non resti solo un principio costituzionale e legislativo, ma sia concretizzata nella vita quotidiana. In questa direzione è importante che ogni diversa realtà, dall'amministrazione cantonale, alle grandi aziende nazionali, alle piccole imprese, si impegni a contribuire al raggiungimento della parità salariale. Il mio impegno, in parlamento e sul territorio, sarà sempre garantito.

 

Eveline Widmer-Schlumpf, ex Consigliera federale, Capo del Dipartimento delle Finanze

«Equo stipendio per equo lavoro». Mi pare evidente. Purtroppo, questa rivendicazione rimane ancora un tema di grande attualità. Non dappertutto viene applicato in modo coerente il diritto costituzionale alla parità salariale tra donne e uomini. Esistono tuttora delle disparità di trattamento dovute ai ricorrenti sistemi di valutazione e di rimunerazione e, purtroppo, si riscontrano ancora molte trasgressioni. Bisogna assolutamente sensibilizzare l'opinione pubblica su questa dolente problematica: durante l'Equal Pay Day si discute e si ricorda alle parti coinvolte la loro responsabilità in questa ingiusta disuguaglianza.»

Doris Leuthard, Consigliera federale

«Sono le donne che mettono degli accenti in ambito economico, scientifico, politico e culturale. Sono le donne ad essere di grande sostegno per la nostra Società. Sono loro che contribuiscono allo sviluppo del nostro sistema economico perché le donno sono una forza propulsiva in molte imprese svizzere. Il loro contributo deve quindi essere onorato tramite un?equa remunerazione, indipendentemente dalla prestazione o dal proprio genere. La parità salariale non dovrà più restare solo parole al vento, bensì diventare un'effettiva realtà! Personalmente, esorto le parti coinvolte a livello economico e politico ad intraprendere misure opportune per un?equità salariale. Pertanto, continuerò ad incoraggiare le donne a battersi incessantemente per un trattamento equo. In quest'ottica ci sostengono e sono importanti le iniziative come l?Equal Pay Day.

 

Equal Pay Day 2016:

Simonetta Sommaruga, Consigliera federale

"Il processo della parità è lungi dall'essere completato." Più...

 

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